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Set 05

Ugglevägen 9 sollentuna

L’esibizione esplorerà l’aspetto agonizzante dell’indossare scarpe “impossibili” e al tempo stesso l’euforia e l’ossessione che questi modelli scatenano nelle fashion victim.  Per l’occasione, la curatrice è andata a caccia di pezzi unici, provenienti da musei e collezioni private, una gamma eccezionale di scarpe e sandali antichi e contemporanei, senza tralasciare i pezzi più futuristici realizzati con una stampante 3D.  «Le scarpe sono uno degli aspetti più rivelatori della personalità – afferma Helen Persson – Sono veri oggetti d’arte, bellissimi, una sorta di scultura nonché potenti indicatori dello status sociale, dell’identità, di gusti e anche di preferenze sessuali. La scelta della scarpa può aiutare a proiettare verso gli altri l’immagine della persona che si vuole essere veramente».

Tra i modelli in esposizione spiccano delle suole con il tacco da uomo indossate in Europa durante il diciassettesimo secolo, e delle scarpe nuziali indiane risalenti all’800 senza lacci o stringhe, ma con una sorta di chiodino da tenere stretto tra alluce e illice, e ancora le ballerine disegnate nel 1948 per Moira Schearer nel film “Scarpette rosse”.  Chiunque abbia provato almeno una volta nella vita il piacere e il dolore che segue l’acquisto di un paio di scarpe troppo strette o estremamente alte, e quindi difficili da portare, resterà sicuramente catturato dai modelli esposti nell’esibizione. La storia del footwear, del resto, è abituata alle stravaganze. Un esempio su tutte, la “Ballerina Ultima” di Christian Louboutin, il tacco più alto mai creato dal celebre soulier francese, realizzato nel 2007 per il regista David Lynch in occasione della mostra “Fetish” allestita a Parigi.

La mostra londinese non ospiterà solo calzature contemporanee, ma anche modelli antichi, tra i quali spiccano un paio di sandali risalenti all’antico Egitto decorati con foglie in oro puro.  In mostra saranno esposti anche bozzetti, materiali, decorazioni e i prototipi creati da diverse case di moda, stilisti e colossi del low cost, come quelli di H&M, di Rayne per la Principessa Diana e i modelli realizzati da Roger Vivier per Christian Dior.  “Shoes: Pleasure and Pain” spalanca anche una finestra al futuro dello shoes design, proponendo modelli sperimentali nei materiali e nelle forme, come i sandali “Nova” realizzati dall’architetto Zaha Hadid con sedici centimetri di tacco, e le `Invisible Naked´ di Andreia Chaves, sorta di ibrido tra la stampa 3D e l’artigianalità del pellame. L’ultima sezione dell’esibizione include inoltre sei collezioni private appartenenti ad alcune fortunate `pasionarie´ delle scarpe estreme.