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Ago 22

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Nuovo opening a Seoul per 10 Corso Como, il primo all’interno di un department store: si tratta dell’AvenueL (130, Namdemoonro 2, Sogongodong Jungu), flagship della catena Lotte, tra le principali del settore in Corea. La realtà milanese – non solo un punto vendita, ma anche galleria d’arte, libreria e caffetteria – con una superficie di 1.200 metri quadri occupa per intero il quinto piano del luxury mall.Frutto della partnership con Samsung Cheil, questo secondo avamposto coreano si colloca in una sede atipica per l’insegna, ben diversa da quella inaugurata nel 1991 a Milano in un ex garage con ingresso indipendente e cortile interno, dove l’avventura ebbe inizio. “Per integrarci in un department store – spiega la fondatrice Carla Sozzani – abbiamo puntato su particolari quali la luce naturale e i soffitti alti.
L’obiettivo è dare ai clienti la sensazione di trovarsi all’aperto “. Le finestre ampie e i mosaici di petali di rosa alle pareti creano infatti un’atmosfera da giardino, insieme alle fontane e alle panchine poste all’entrata, mentre su tutto trionfano i cerchi bianchi e neri, simbolo della label. L’artista americano Kris Ruhs gioca ancora una volta un ruolo importante del progetto architettonico e decorativo dello spazio multifunzionale, che si propone come un’oasi di pace nel quartiere storico Myeong-dong, tappa obbligatoria per i turisti in città. Il primo negozio 10 Corso Como nel Paese asiatico, avviato quattro anni fa nel distretto di Cheong-dam è dotato di cascate e area verde interna ed è diventato un ritrovo per tutti gli appassionati di moda, di design e dello stile italiano.
Invece il vecchio rifugio non solo c’è ma – benché sotterraneo, e dunque non visibile ad occhio nudo -, si trova in un posto che più centrale non si potrebbe: proprio sotto il cortile d’onore del Comune, percorso ogni giorno da centinaia di persone.Se non fosse stato per le immagini, messe sul sito di Palazzo civico, la polvere avrebbe continuato a depositarsi sul ricordo del rifugio oltre che sui corridoi custoditi nei visceri dell’edificio progettato nel 1663 da Francesco Lanfranchi. Qualche eco di memoria superstite si coglie parlando con i geometri più anziani, che pur avendo cambiato nel tempo ruoli e funzioni non si fanno cogliere impreparati.