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Lug 17

Ugg quanto costano in australia

Ogni sito Internet, ogni rivista, ogni persona, ogni appassionato che tratti e abbia a cuore il mondo dell’auto nella sua globalità deve “sfoderare la propria spada e andare alla guerra“.Il mondo dell’automobile è, anzi, continua ad essere sotto attacco. In Europa, negli Stati Uniti, ma, soprattutto,Ugg quanto costano in australia in Italia. Nel nostro Paese, il settore automobilistico (ma anche quello motociclistico non scherza…) è sempre stato oggetto di duri, vessatori e repressivi provvedimenti: prezzo dei carburanti da decenni (e ripeto, da decenni!) alle stelle (la colpa è, anzitutto, delle accise statali, termine burocratese che vuol dire tasse…), superbolli assortiti, tasse, sovrattasse e via di questo passo. L’automobile, infatti, specie se “di grossa cilindrata” (in Italia, basta un 2000cc per classificarla di “grossa cilindrata”!), è sempre stata vista di cattivo occhio: un bene di consumo “di lusso”, plutocratico, quindi da mazzolare a piacimento, contro il quale è consentito ogni genere di accanimento. Del resto, il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all’epoca del PCI affermava che la Ferrari dovesse costruire trattori anziché vetture sportive (e in parte fu costretta a farlo!)…

La retata di Cortina è, probabilmente, l’inizio della più colossale caccia alle streghe che l’età contemporanea ricordi. Come dire: incriminare tutti per omicidio al ritrovamento del cadavere di un morto ammazzato! Evidentemente, una assurdità. Tuttavia, in Italia, in tema fiscale, sta accadendo proprio questo. Nella ormai più famosa retata sotto regime di polizia tributaria (prepariamoci, Ugg quanto costano in australia ce ne saranno altre…), pare che gli ispettori fermassero per strada i passanti, chiedendo loro dove avessero comprato i loro orologi e se tali acquisti fossero compatibili con la loro dichiarazioni dei redditi! Follia, follia e ancora follia. Un Paese così non può definirsi libero.

che l’evasione fiscale rappresenti una triste realtà culturale tipicamente italiana, nessuno lo mette in dubbio. Ma che per combattere la vera evasione fiscale si debba “incriminare” tutti, onestamente non sta né in cielo né in terra. Tutto ciò è insopportabile, poiché tutti noi, nessuno escluso, potremmo cadere nostro malgrado nella trappola del fisco. È sufficiente un’inezia, Ugg quanto costano in australia un cavillo, 1 solo Euro non pagato per ritrovarsi ammende vertiginose, sequestro dei beni e casa ipotecata. Posto il fatto che i primi evasori d’Italia sono proprio lo Stato e la rispettiva classe politica e dirigente: basta analizzare il dato del debito dello Stato nei confronti dei privati.