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Lug 04

Ugg pelle

“E’ piuttosto recente l’ordinanza del Ministero della Salute, Ugg pelle datata giugno 2016- sottolinea Matteo Fangarezzi Responsabile Provinciale delle Guardie Ecozoofile – che vieta a chiunque di utilizzare in maniera impropria bocconi avvelenati. Abbiamo provveduto ad avvertire l’AUSL e consegnato loro le esche per poter verificare se siano effettivamente nocive o meno. Al momento crediamo sia inutile creare allarmismi.” Come successo di recente a Santarcangelo, che alcuni pezzi di vetro siano stati scambiati per esche atte a creare danni agli animali. In realtà, a seguito di sopralluogo, sono stati trovati dei barattoli di Nutella che, presumibilmente per “gioco”, sono stati rotti e lasciati sul posto, ma verosimilmente, non preparati per ferire o uccidere.

Ugg pelle “Nel frattempo faremo in modo di organizzare dei servizi preventivi, eventualmente anche in abiti civili, così da far desistere, o cogliere sul fatto, eventuali malintenzionati.Giova ricordare che, per limitare i rischi- continua Fangarezzi- il più delle volte sarebbe sufficiente utilizzare il guinzaglio che, oltre ad essere un obbligo di legge, limiterebbe, in casi come questi, il rischio che il cane entri in contatto con sostanze nocive, ma che spesso viene visto, dai proprietari dei cani, come oggetto atto a opprimere l’animale”.

Si invita chiunque trovi cibo o sostanze dubbie, a contattare immediatamente le Ugg pelle Forze dell’Ordine o le Guardie Ecozoofile: infatti in questi casi, più che in altri, è importante un intervento tempestivo che possa evitare, o almeno limitare, il danno potenziale che questo genere di condotta porta con se. Quello che generalmente non viene valutato, quando si compiono questi gesti, è che l’obbiettivo sono i cani, più raramente i gatti, ma che, trattandosi per lo più di parchi, anche i bambini potrebbero essere vittime di queste azioni deplorevoli. Nel solo 2011, ultima statistica conosciuta a livello della Regione Emilia Romagna, sono stati circa 150 i casi di effettivo ritrovamento di bocconi avvelenati, ma questa è solo la punta dell’iceberg. Si pensa, infatti, che i casi non denunciati siano molti di più. Chi compie questi atti il più delle volte, non sa che si tratta di un vero e proprio reato. Nello specifico, si tratta degli Art. 544 bis e ter del C.P., ovvero maltrattamento e uccisione di animali, o 638 del C.P. che punisce che uccide o maltratta un animale altrui. Tale condotta può portare alla reclusione fino a due anni, o ad una molta che può arrivare a 30000 euro.