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Giu 26

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Giuseppe Grandinetti di Vibram, azienda italiana ancora a gestione famigliare ma presente con sedi in tutto il mondo e attiva sia nel b2b che nel b2c, ha raccontato la propria esperienza per portare utenti su vibram.com anche attraverso i social e i contenuti generati dai consumatori finali.«Il 75% degli americani compra sulla base di “raccomandazioni” online – ha raccontato – . Di qui l’importanza di far parlare direttamente i nostri clienti, con un linguaggio più semplice rispetto a quello utilizzato dall’azienda». Vibram ha ricevuto ben 5mila video, chiamando all’appello i propri fan sulla Rete.

 

Lisa Calatroni si è occupata del lancio dell’e-commerce di Timberland in Europa, un servizio che attualmente raggiunge 12 mercati del Vecchio Continente. È partita due anni fa da sola e ora conta su una struttura di 12 persone.Calatroni ha sperimentato la complessità insita in questo canale di vendita, che si rivolge a consumatori di Paesi diversi, con esigenze specifiche, anche in fatto di corrieri e pagamenti. La sua convinzione è che «i tassi di conversione dipendano in ultima analisi dalla qualità della piattaforma utilizzata».Ora Timberland si sta muovendo in un’ottica di omnicanalità, con ordini e pagamenti online e pick up presso i negozi fisici del brand dove, a breve, sarà possibile prenotare online quello che non si trova nello store, con vantaggi, tra l’altro, in termini di traffico nel punto vendita.

 

«L’integrazione fra i due canali è fondamentale – ha ribadito – così come la semplicità nell’acquisto online, che deve avvenire in pochi passaggi». Sulla usability il marchio continua a fare test e sperimentazioni.Un ultimo spunto di riflessione è arivato da Alessio Rossi. «Soprattutto nel settore del lusso il database dei clienti deve essere al centro di tutto. Punti di contatto tra database diversi possono originare campagne ad hoc molto interessanti», ha affermato.