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Ago 19

Ugg jenotem

La prima è stata sicuramente una romantica donna inglese, sospettiamo Camilla Parker-Bowles non ancora coniugata Windsor. Certe sue immagini nelle pozzanghere del Gloucestershire con ai piedi quegli stivali di gomma verdi semplicisticamente detti «da pescatore» hanno lavorato profondamente nell’inconscio delle ragazze Anni Novanta. Poi arrivò Kate Moss, capace di caricare di sex-appeal anche l’indumento meno donante: sorpresa da una specie di diluvio al festival rock di Glastonbury, nel giugno 2008, si presentò, bella e sprezzante, con un paio di short verde militare (e anche lì lanciò un trend) e stivali infangati.

A distanza di un anno e più, possiamo dire che la moda ha sfondato. Finiti finalmente nell’armadio gli incongrui stivali estivi di daino chiaro, nelle prime piogge d’autunno pare che non si possa portare altro che i Wellington boots, per brevità detti Wellies. Il bello è che li hanno fatti tutti, da Prada al grossista della gomma, da Givenchy all’emporio di Chinatown, da Pirelli (e chi sennò) ai grandi magazzini. In più, non si corre affatto il rischio dell’omologazione: c’è il welly nero ma anche quello a disegni cachemire, il modello con lo strumento incorporato per misurare il livello delle piogge, quello a losanghe arlecchino o tutto verde bandiera, a pois, a papaveri o a elicotterini multicolor. Il più stucchevole è rosa e decorato con Hello Kitty, il più massimalista (di Prada) una versione del cuissard o stivale alto alla coscia, da agganciare in modo estremamente sensuale a una specie di reggicalze (il settimanale francese Elle, per spiegare come si indossano oggetti del genere, ha incaricato una sua inviata di un’indagine in prima persona, del genere «provato per voi»). Ovviamente, servono un fisico adeguato e una certa disponibilità a spendere. Ma la ragazza frugalista che non voglia rinunciare al maxigambale ha un’alternativa spiritosa: il negozio di articoli sportivi ha degli stivali da pesca alla trota non così belli come quelli di Miuccia ma altrettanto ingombranti, e che soprattutto vengono via a 75 euro: andare da Decathlon per credere, e già che si è lì esaminare anche i Wellies classici, sotto il ginocchio e di tutti i colori, in vendita a meno di 20 euro.

La stivalata in gomma porta indifferentemente gonna o pantaloni; se è sufficientemente audace (e sperabilmente sotto i 40) adotta lo stile Kate Moss e li abbina agli short di stagione; se è una punk rocker di ritorno non li sceglierà che neri; se soggiace alla moda bling bling di diretta derivazione anni Ottanta li vorrà dorati; se ha visto troppi film di James Ivory o letta troppa Agatha Christie non rinuncia, sopra, al classico impermeabile beige con fodera scozzese, e arriva perfino a chiamarlo macintosh (no, il computer non c’entra: è tutta colpa di un certo Charles Macintosh, chimico scozzese, che brevettò un materiale resistente all’acqua). La madre di famiglia, genere cuore caldo e casa dolce casa, scoprirà che nulla fa più focolare domestico di una sfilata di Wellies di misure diverse davanti alla porta. La welliesdipendente più tradizionalista sognerà di certo brughiere ed eriche, suoni di cornamusa e nebbie in collina, anche se al massimo gli stivali le saranno utili per andare in metropolitana o in ascensore. Ma soprattutto quell’accessorio autunnale le servirà a uscire di casa di umore non perfido anche nelle giornate meteorologicamente meno sfavorevoli dell’anno. Perché, nella loro versione basica, i Wellies sono un simbolo dell’autunno freddo e cattivo che stiamo attraversando. Dove si tira la cinghia ma si cerca di farlo con un ghigno, se non proprio con un sorriso.