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Ott 20

Ugg italia è un sito sicuro

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

È nelle grandi metropoli del Terzo mondo, e in particolare nelle loro degradate periferie, che entra in crisi il rapporto tra risorse e popolazione. La disordinata crescita degli agglomerati urbani attiva un circolo vizioso fatto di degrado umano, sfruttamento della manodopera, disoccupazione, malattie e criminalità, problemi che nella maggior parte dei casi restano insolubili. È possibile immaginare un modello di sviluppo urbano diverso?Il caso di Curitiba dimostra come siano affrontabili le problematiche delle immense megalopoli attraverso la democrazia, la buona amministrazione e la partecipazione.Fondata nel 1654, Curitiba è la capitale dello stato del Paraná e il più grande agglomerato urbano del sud del Brasile. Nonostante una popolazione che cresce al ritmo di un raddoppio ogni dieci anni, passando dai 300.000 abitanti del 1950 ai circa 2.500.000 attuali, ha un livello di benessere, sicurezza, protezione dell’ambiente, istruzione, salute e stabilità politica, che ne fanno un esempio non solo nel resto del Brasile, ma anche della maggior parte dei paesi industrializzati.