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Nov 07

Ugg isla

Questo “ospite” nel nostro corpo può passare dalla forma latente e asintomatica alla forma clinica quando trova condizioni favorevoli fra cui la presenza di zucchero (è infatti un’affezione frequente e difficile da debellare nei diabetici), la mancanza d’aria (può affliggere le unghie dei piedi per eccessivo uso delle scarpe da ginnastica e prende il nome di piede d’atleta), le scarse difese immunitarie (la bocca dei neonati, dove prende il nome di mughetto),Ugg isla la distruzione, tramite farmaci, dei suoi naturali nemici (è molto facile avere una candidiasi dopo una terapia antibiotica).I sintomi più comuni dell’infezione sono secrezioni vaginali biancastre (anche se a volte non vi è alcuna perdita), accompagnate da sensazione di bruciore e/o prurito a volte particolarmente intensi sia a livello vulvare (esterno) che vaginale.

La terapia si basa nella gran parte dei casi sull’uso di farmaci antifungini per via topica (locale) sotto forma di ovuli e lavande. Il ketogonazolo, il fluconazolo e l’itraconazolo sono i farmaci maggiormente usati. L’utilizzo di questi farmaci deve sempre essere valutato dal proprio medico curante o dallo specialista ginecologo.Per prevenire invece (che è meglio che curare!), curate l’alimentazione, limitando i dolci e assumendo frutta e verdura regolarmente,Ugg isla yogurt e fermenti lattici.Non usate indumenti sintetici, non usate la microfibra per gli slip perché aderisce eccessivamente e alza la temperatura. Non usate pantaloni aderenti e comunque, in generale, non portate sempre i pantaloni, soprattutto levateli e passate alle gonne al primo fastidio. Non vi detergete troppo energicamente.Certamente un buon trattamento del primo episodio infettivo è un momento fondamentale: non trascurate una secrezione vaginale anormale ed anche in assenza di bruciore consultate il vostro specialista di fiducia!

Ugg isla Oggi affrontiamo un argomento importante, sperando di fornire indicazioni utili per la nostra salute. Forse non in molti avrete sentito parlare di omocisteina , un aminoacido che sempre più è sotto i riflettori della ricerca medica perché a un suo eccesso nel nostro organismo sembrerebbero correlabili molte patologie.Secondo alcuni, l’omocisteina sarebbe un fattore di rischio indipendente poiché “da sola è in grado di aumentare l’incidenza di malattie cardiovascolari indipendentemente dalla presenza di altri fattori predisponenti”. In realtà così non è, e portando avanti tale convinzione si commetterebbe lo stesso errore che per anni è stato perpetrato con il colesterolo: la sua presenza può essere indipendente solo per individui in cui l’innalzamento è genetico, ma per molti soggetti dipende da altri fattori di rischio come il fumo o la cattiva alimentazione.