«

»

Ago 21

Ugg czego zrobione

Nelle tombe degli antichi egizi sono stati trovati reperti che ci testimoniano come già le donne dell’antico Egitto usassero unguenti misti a oli e un antico henné per cambiare il colore dei propri capelli; le donne dell’antica Grecia per farlo, invece, si avvalevano delle tecniche usate per colorare la lana. Le donne dell’antica Roma possedevano ricette ben precise per ottenere capelli biondi, bruni, rossi o neri come l’ebano. Allo stesso modo i capelli arricciati sono considerati da sempre un ideale di bellezza: inutile dire che ai nostri giorni, con i capelli è possibile fare di tutto, colorarli, allungarli, ondularli, stirarli. Ma le tecniche utilizzate possono incidere sul loro stato di salute? «I capelli sono prodotti dal follicolo pilifero e quando emergono dal cuoio capelluto sono una struttura “morta” costituita da cellule completamente cheratinizzate che hanno perso il nucleo e le loro funzioni vitali. Queste cellule contengono alte concentrazioni di una proteina fibrosa, molto resistente, la cheratina.

La cheratina è presente anche a livello della pelle, ma la cheratina dei capelli, come quella delle unghie, è una cheratina molto più dura perché contiene una grandissima quantità di cistina, un aminoacido ricco di zolfo» spiega la dottoressa Antonella Tosti, Professore di Dermatologia Clinica presso la Leonard Miller School of Medicine di Miami, Florida Usa.  «Il fusto del capello è costituito da 3 strati sovrapposti che dall’esterno verso l’interno sono la cuticola, la corteccia e il midollo. I trattamenti utilizzati per colorare, arricciare o stirare i capelli, ma anche fattori fisici e meccanici possono danneggiare il fusto. Quando la cuticola è integra, per esempio, i capelli sono lucidi; d’estate con un’incauta e prolungata esposizione ai raggi del sole i capelli tendono a diventare secchi e opachi perché le cellule della cuticola si sfaldano e non riflettono più la luce. Allo stesso modo un trattamento come la permanente, rompendo i legami presenti fra gli atomi di zolfo della cistina, il principale costituente della cheratina della corteccia, può determinare fragilità del capello che manifesta la tendenza a spezzarsi con maggiore facilità».

Attribuire problematiche dei capelli come facilità a spezzarsi, maggiore tendenza a cadere, doppie punte, opacità o seborrea ai trattamenti ai quali li si sottopone non è del tutto corretto, tutto dipende da quanto magistralmente i trattamenti sono eseguiti dall’acconciatore-parrucchiere. Quando la tintura non viene correttamente risciacquata, per esempio, può penetrare nel cuoio capelluto, aumentando anche il rischio caduta. Prodotti utilizzati per la tintura o per la permanente non adeguatamente testati possono indurre reazioni allergiche e facilitare la caduta, come pure a seguito di una permanente eseguita male i capelli possono spezzarsi molto facilmente e può addirittura comparire un’alopecia anche grave.