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Set 21

Ugg america

Ora Peter Hain chiede “attacchi di aerei e droni, equipaggiamento militare e altre forme di sostegno” per coloro che stanno affrontando il “genocidio” in Iraq e Siria. Tutto ciò favorirà “l’imperativo di una soluzione politica”. Obama ha in mente la stessa cosa, visto che sta rimuovendo quelle che egli chiama le “restrizioni” sui bombardamenti e sugli attacchi dei droni. Ciò significa che i missili e le bombe da 500 libbre potranno distruggere le case degli agricoltori, come stanno facendo senza alcuna restrizione nello Yemen, nel Pakistan, in Afghanistan e in Somalia – e come hanno fatto in Cambogia, Vietnam e Laos.

Il 23 settembre scorso un missile da crociera Tomahawk ha colpito un villaggio nella provincia di Idlib, in Siria, uccidendo non meno di una dozzina di civili, tra cui donne e bambini. Nessuno di questi sventolava una bandiera nera (la bandiera dell’Isis, ndt). Il giorno in cui fu pubblicato l’articolo di Hain, Denis Halliday e Hans Von Sponeck si trovavano a Londra, e vennero a farmi visita. Non erano scioccati dalla letale ipocrisia di quel politico, ma lamentavano l’assenza duratura, quasi inspiegabile, di una qualsiasi forma di diplomazia per negoziare una parvenza di tregua. In tutto il mondo, dall’Irlanda del Nord al Nepal, le tregue che riguardavano i terroristi e gli eretici sono sempre state raggiunte mettendo gli uni davanti agli altri, con un tavolo in mezzo. Perché non ora in Iraq e Siria?

Come per l’Ebola dell’Africa Occidentale, un batterio chiamato “guerra perpetua” ha attraversato l’Atlantico. Lord Richards, fino a poco tempo fa capo dei militari britannici, vuole gli “stivali sul terreno”, ora. C’è un chiacchiericcio insulso, quasi sociopatico, che va da Cameron a Obama, fino alla sua “coalizione dei volenterosi” (con particolare riferimento all’Australia dello stranamente aggressivo Tony Abbott), che prescrive una violenza ancora maggiore, attraverso 30.000 paia di “stivali” inviati su luoghi dove non si è ancora asciugato il sangue delle precedenti avventure. Essi non hanno mai visto l’effetto dei bombardamenti ma, a quanto pare, piacciono loro così tanto, da desiderare che siano proprio questi a rovesciare il loro unico e rimarchevole potenziale alleato, la Siria. E questa non è una novità, come illustrato dal seguente file che è trapelato dall’Intelligence britannico-statunitense: