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Nov 02

h&m nep Uggs

Si spostano a piedi o in bici, con i bambini di 7, 5 e 2 anni al seguito, anche quando piove, anche quando la pigrizia potrebbe prendere il sopravvento. Linda Maggiori e il compagno, residenti a Faenza, da quattro anni non hanno l’automobile: un incidente l’ha distrutta e hanno deciso di non ricomprarla, scoprendo un modo tutto nuovo di vivere. Per raccogliere le storie di chi, come loro, si è ritrovato a vivere senza macchina ed è contento della propria scelta,h&m nep Uggs Linda ha fondato il gruppo Facebook “Famiglie senz’auto”, una rete in crescita che punta anche a fornire consigli utili per chi vorrebbe lasciarsi alle spalle il passato su quattro ruote.”Ogni mattina ci svegliamo e ci prepariamo per andare a scuola, che dista 2 km da casa nostra. I più grandi hanno le loro biciclette mentre il piccolo viaggia nel seggiolino della mia”, racconta Linda.

Classe 1981, originaria di Recanati, nelle Marche, e volontaria in varie associazioni che lottano contro l’inquinamento, è una mamma che ha energia da vendere: “Mi sono ‘attrezzata’ a puntino per gestire tutti. Non temiamo nulla. Con guanti, cappotto, sciarpa e stivali giusti i bambini sono pronti ad affrontare anche la neve e la pioggia e spesso entrano in classe più asciutti dei loro compagni arrivati in macchina. A volte sono loro che prestano agli altri gli indumenti di ricambio, che non mancano mai nel loro zainetto”.Dopo l’incidente del 2011, Linda e il marito hanno deciso di aspettare a ricomprare la macchina,h&m nep Uggs per esigenze di risparmio. Ma poi si sono accorti che senza si stava meglio. Lui ha iniziato a prendere la bici per andare a lavoro e lei ha fatto altrettanto: “So che può sembrare strano – racconta – ancora oggi c’è gente che mi dice: ‘Ma sei matta ad andare in bici? Farai prendere freddo ai bambini!’. Ma la nostra è una scelta che abbiamo portato avanti con consapevolezza. Ci siamo documentati sui danni che le automobili causano all’ambiente e anche sul loro impatto sociale. Le macchine usano la benzina e il petrolio causa le guerre. In questo senso, la nostra è stata anche una scelta pacifista”.

Ma decidere di non prendere più la macchina e di contare solo sulla propria forza fisica ha avuto anche delle conseguenze a livello psicologico: “Quando avevo 18 anni prendevo sempre la macchina per spostarmi, non potevo farne a meno. Passare da una consapevolezza zero a non volerla più mi ha aiutata moltissimo ad avere più fiducia in me stessa, nelle capacità del mio corpo. Uno pensa sempre: ‘Ah, è troppo lontano’ oppure: ‘Eh, non posso uscire, piove troppo’, h&m nep Uggs ma quando sei obbligato a farlo, alla fine ci riesci. Guardi dove sei arrivato e dici: ‘Ah, effettivamente ce la potevo fare!'”. “Quando prendevo la macchina soffrivo molto il senso di chiusura, di inattività fisica – ricorda – ora, invece, quando sono triste, esco, sento l’aria fredda sul mio volto e mi riattivo”.