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Nov 03

h&m nep Uggs

I passi degli stivali in cuoio risuonavano come rintocchi di campane in una muta sera della prima metà di novembre, trasmettendo con chiarezza alla servitù, incollata alla porta chiusa per la troppa curiosità di carpire qualche sprazzo di conversazione, l’enorme inquietudine che in quel momento doveva opprimere Domenico. Aveva atteso l’arrivo del figlio per l’intera giornata vagando fino al confine più lontano delle coltivazioni e poi rientrando al tramonto con le folta sopracciglia aggrottate. Il bel complesso decorativo di stile romantico al primo piano della villa tante volte gli aveva allietato la vista e scacciato i brutti pensieri, ma quel pomeriggio,h&m nep Uggs passandoci di fronte, non se ne rese nemmeno conto, assorto com’era nel cercare di capire dove avesse fallito, quando e come le cose avessero cominciato a prendere il verso sbagliato.

Quando infine Giuseppe oltrepassò il cancello di ferro battuto trafelato e lo raggiunse in una stanza in cui il caminetto acceso strizzava l’occhio ammiccando barlumi di luce e guizzi di passione, si accorse subito di un’amara verità: in lui non c’era traccia di quel pentimento che si era illuso di potergli leggere addosso. O per lo meno, suo figlio prometteva docile di farla finita per sempre con la vita da scapestrato bohémienne, con le nottate in bianco, i debiti,h&m nep Uggs l’alcol, le bettole, i casini e soprattutto con quella balorda cerchia di amici, i quali inneggiavano e decantavano entusiasti i suoi “scherzi”, o “rabeschi”.

Si trattava di poesie scarabocchiate da Giuseppe su fogli di carta spiegazzati e consunti, quasi sempre più o meno velatamente a favore del cosiddetto Risorgimento, il movimento che in quegli anni preoccupava non poche menti – tra le quali quella paterna – sognando un’Italia unita sotto un unico re.Per Domenico, fervente conservatore nonché uomo di fiducia da generazioni nei confronti dell’ordine prestabilito, un figliolo di tal fatta era una vergogna, un problema,h&m nep Uggs qualcosa da nascondere oltre che da proteggere; ma per molti altri, per una massa intera di giovani votati ai nuovi valori liberali, al tricolore e a quel “W Verdi” simbolo di molto altro, Giuseppe Giusti era un genio, un eroe, un intellettuale arguto e coraggioso che combatteva il sistema con i versi, anziché con le armi. Un uomo, in definitiva, affatto pentito delle proprie azioni.