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Set 30

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In base ai dati raccolti tra fumatori proprietari di animali domestici, emerge che il 28,4% intende smettere di fumare per tutelare la salute degli animali, l’8,7% chiederebbe al convivente di smettere e il 14,2% smetterebbe di fumare al chiuso. Da questo studio dell’Henry Ford Health System di Detroit è nata l’idea di una campagna di sensibilizzazione, lanciata nei primi mesi del 2016 dall’Ordine dei medici veterinari (Odv) di Milano e provincia, che si è conclusa con 120.000 opuscoli distribuiti in circa 500 strutture tra cliniche e ambulatori. «Il fumo uccide anche loro» – questo il nome dell’iniziativa – ha informato sui danni del fumo passivo per incentivare chi ama cani e gatti, ma anche canarini e pappagalli, ad abbandonare la sigaretta. A tal fine è stato realizzato e diffuso un video realizzato dagli studenti di Tecniche di creatività pubblicitaria dello Iulm del capoluogo lombardo.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti – spiega Carla Bernasconi, presidente dell’Odv di Milano – non solo per l’attenzione manifestata dai possessori di animali d’affezione, ma anche per la richiesta dei materiali da parte degli ordini di altre province italiane. Ci piacerebbe dare seguito a quanto realizzato in questo primo anno attraverso il coinvolgimento diretto di istituzioni locali e nazionali, per fornire al maggior numero possibile di fumatori in possesso di animali un’ulteriore motivazione ad abbandonare il vizio». Nuova e pericolosissima tempesta si abbatte sul Noe dei carabinieri. Il colonnello Alessandro Sessa, vice comandante del nucleo operativo ecologico dei carabinieri è indagato dalla procura di Roma con l’accusa di depistaggio (un reato il 375 che prevede una pena massima di 8 anni di carcere) per aver di fatto dichiarato circostanze inesatte quando lo scorso maggio fu sentito come «persona informata sui fatti» dai magistrati romani. E sarà sentito questo pomeriggio dal procuratore Giuseppe Pignatone, dall’aggiunto Paolo Ielo e dal pm Mario Palazzi che subito dopo ascolteranno il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto.

Al capitano che ha condotto le indagini sono contestati due falsi nell’informativa conclusiva del caso Consip e numerosi altri errori e omissioni. L’ufficiale del Noe è stato sentito ancora una volta sulla famosa informativa che secondo i pm presenta ancora punti ben poco chiari. Dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere nel corso del primo atto istruttorio, Scafarto, nello scorso interrogatorio puntò il dito sul pm di Napoli Jhon Henry Woodcock sostenendo che «la necessità di dedicare una parte della informativa al coinvolgimento di personaggi legati ai servizi segreti, fu a me rappresentata come utile direttamente dal dottor Woodcock», riportando nell’atto istruttorio le parole precise del pm napoletano: «al posto vostro farei un capitolo autonomo su tali vicende».